Francesca Bonafini

Da "Mangiacuore" (Fernandel, 2008) a "Celestiale" (Sinnos, 2018) : l'archivio delle mie pubblicazioni, presentazioni, readings, rassegna stampa

Categoria: Casa di carne (Avagliano, 2014)

Salone Internazionale del libro di Torino 2019

“E i veri costruttori di pace sono sempre coloro che scelgono di tessere, giorno per giorno, i fili di una trama di senso” (Fabrizio Frasnedi in “La lingua, le pratiche, la teoria. Le botteghe dell’agilità linguistica”, Clueb 1999).


Sinnos Editrice – pad 2, stand L67

“Celestiale” allo stand di Sinnos Editrice, Salone Internazionale del Libro di Torino 2019.

 

Avagliano Editore – Spazio Oval, stand U28

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Presentazione di Una stanza tutta per loro. Cinquantuno donne della letteratura italiana (Avagliano Editore).
Venerdì 10 maggio ore 16,30 – Sala Ciano – Salone Internazionale del libro, Torino

Ale Di Blasio, Francesca Bonafini, Alessio Romano e Paolo Di Paolo durante la presentazione di “Una stanza tutta per loro” (Avagliano Editore) al Salone Internazionale del Libro di Torino 2019.

Più Libri Più Liberi – Roma 6-10 dicembre 2017

Avagliano Editore – Stand D47

 

 

Uno scavo nell’interiorità di una protagonista credibile, autentica, sincera. È un libro di forte interrogazione esistenziale, che richiama, per certe tonalità interiori, due scrittori della linea emiliana, la cui lezione l’autrice sembra aver ben presente: Silvio D’Arzo e Pier Vittorio Tondelli. Roberto Carnero, Il Sole 24 Ore

Un romanzo che fa venire voglia di viaggiare e di innamorarsi. Grazia Verasani

Casa di carne sa dire magnificamente e tutto della geografia sentimentale. Questo romanzo è un’istigazione all’amore. Patrizia Rinaldi

Silvio D’Arzo diceva che non c’è nulla al mondo di più bello che scrivere. Per parte mia, potrei dire che il fascino ti prende, quando senti che la lingua diventa ritmo, e che quel ritmo ha una sua verità. Francesca Bonafini, oggi, ridesta questa esperienza di incantesimo. Fabrizio Frasnedi

link alla rassegna stampa completa
Casa di carne (Avagliano, 2014)

 

 

La scrittura di Francesca Bonafini non delude mai. Romana Petri

La gioia della carne e la necessità dell’etica. La Lettura – Corriere della Sera

Questo romanzo incanta e conduce chi legge nel cuore della capacità di essere se stessi a dispetto del giudizio degli altri, resistendo ai luoghi comuni. Letteratitudine

Un’escursione nel mondo sterminato del linguaggio d’invenzione.
Pelagos. Rivista di Letteratura Contemporanea

link alla rassegna stampa completa
La cattiva reputazione (Avagliano, 2016)

 

RAI NEWS 24
La cattiva reputazione nella trasmissione Il Sabbatico di Rai News 24


Stand G31

 

 

Questo frasario squisitamente letterario vi farà sorridere, riflettere, domandare fino a che punto noi e le nostre amiche siamo davvero in grado di non buttare il nostro cuore a chi non lo merita.
The Huffington Post

Divertente, sincero, ironico fino a rasentare la sfacciataggine
Il Centro, Quotidiano D’Abruzzo

Francesca Bonafini e Caterina Falconi confezionano un divertissement che racconta uno spicchio clandestino della commedia umana, tenendo però fermo quel retrogusto amaro che alla fine diventa il vero bioritmo di tutte le scappatelle prolungate.
Simone Gambacorta – La Città, quotidiano di Teramo

Divertente, graffiante e umiliante (per tanti uomini)
Pietro Spirito – Il Piccolo, quotidiano di Trieste


Intervista su D La Repubblica

 

 


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Non avremmo mai dovuto. Le frasi che gli uomini sposati dicono alle amanti di Francesca Bonafini e Caterina Falconi (ad est dell’equatore, 2015)

 

 

Francesca Bonafini (Verona 1974) vive a Bologna. Ha pubblicato i romanzi Mangiacuore (Fernandel, 2008), Casa di carne (Avagliano, 2014; finalista al Premio Letterario Internazionale Scrivere per Amore) e La cattiva reputazione (Avagliano, 2016; menzione speciale al Premio Metamorfosi). Numerosi suoi racconti sono apparsi su riviste, quotidiani e antologie. È presente nel Dizionario affettivo della lingua italiana (Fandango, 2008). Ha scritto di musica italiana e in particolare di Ivano Fossati nel volume Sex machine. L’immaginario erotico nella musica del nostro tempo (Auditorium, 2011). Ha pubblicato il libro umoristico a quattro mani Non avremmo mai dovuto. Le frasi che gli uomini sposati dicono alle amanti (Ad est dell’equatore, 2015) ed è coautrice del romanzo collettivo Il cavedio (Fernandel, 2011).

Salone Internazionale del Libro – Torino 2017

Avagliano Editore – Padiglione 3 – Stand S71

Uno scavo nell’interiorità di una protagonista credibile, autentica, sincera. È un libro di forte interrogazione esistenziale, che richiama, per certe tonalità interiori, due scrittori della linea emiliana, la cui lezione l’autrice sembra aver ben presente: Silvio D’Arzo e Pier Vittorio Tondelli. Il Sole 24 Ore

Un romanzo che fa venire voglia di viaggiare e di innamorarsi. Grazia Verasani

Casa di carne sa dire magnificamente e tutto della geografia sentimentale. Questo romanzo è un’istigazione all’amore. Patrizia Rinaldi

Silvio D’Arzo diceva che non c’è nulla al mondo di più bello che scrivere. Per parte mia, potrei dire che il fascino ti prende, quando senti che la lingua diventa ritmo, e che quel ritmo ha una sua verità. Francesca Bonafini, oggi, ridesta questa esperienza di incantesimo. Fabrizio Frasnedi

Casa di carne (Avagliano, 2014) – rassegna stampa

 

 La scrittura di Francesca Bonafini non delude mai. Romana Petri

La gioia della carne e la necessità dell’etica. Corriere della Sera

Questo romanzo incanta e conduce chi legge nel cuore della capacità di essere se stessi a dispetto del giudizio degli altri, resistendo ai luoghi comuni. Letteratitudine

Un’escursione nel mondo sterminato del linguaggio d’invenzione. Pelagos. Rivista di Letteratura Contemporanea

La cattiva reputazione (Avagliano, 2016) – rassegna stampa

 

“Quella faccenda lì del ruminare”

Roberto Carnero in un suo pezzo intitolato È bello sapere versi a menadito uscito su Avvenire il 19 giugno 2016, cita in chiusura Casa di carne (Avagliano, 2014).

Avvenire Casa di carne 016.poesia

 

Scrive Carnero:

Una giovane scrittrice bolognese, Francesca Bonafini, in un suo romanzo uscito un paio d’anni fa (Casa di carne, Avagliano) sposa l’idea che imparare a memoria è forse l’unico modo per comprendere davvero la poesia: “È bello sapere che le parole che suonano bene sono sempre lì pronte nella tua testa a risuonare, che non hai bisogno di libri per ricordarle, che non ti abbandonano mai e cantano per te tutte le volte che ti vien voglia, e che ruminarle, tenerle in bocca, mandarle giù, richiamarle in bocca, rimandarle giù e poi digerirle e lasciare che ritornino trasformate in altro, in parole tue, ecco che quella faccenda lì del ruminare è poi forse l’unica forma di comprensione, per quel poco che delle umane cose ci è dato di comprendere.”
Altro che “analisi del testo” e “schede di lettura”…

Casa di carne-copertina
Casa di carne - quarta di copertina

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Fabrizio Frasnedi, mio Maestro amatissimo

Le parole di Fabrizio Frasnedi sono il mio nutrimento quotidiano, la mia guida, il mio conforto. Sono ormai parte di me, le sue parole, sono carne mia, mi accompagnano in tutto ciò che faccio. Eppure non mi bastano mai, ne cerco altre, ne voglio altre, ancora. Per questo, tutte le volte che mi è stato possibile, sono andata ad ascoltarlo far lezione. In punta di piedi, nascostamente, a sua insaputa.
L’ho amato per tanti anni in silenzio, da lontano. Soltanto di recente ho preso coraggio (ho avuto il coraggio della mia timidezza, come il conte Mosca con la Sanseverina ne “La certosa di Parma” di Stendhal) e sono riuscita a dirglielo, questo bene. Ma ho avuto anche la sensazione che il mio dire fosse insufficiente, che il mio affetto e la mia gratitudine e la fascinazione per quelle sue incantevoli passeggiate nei testi strabordassero nell’ineffabile. Perché il suo insegnamento trascende l’ambito linguistico e letterario: è un insegnamento per la vita. Chiunque l’abbia conosciuto, chiunque abbia avuto questa fortuna, sa che è proprio così come dico.
Nel 2014, dopo la presentazione di “Casa di carne” alla libreria Ambasciatori, gli inviai questa foto. “Questa fotografia un po’ sgranata la conserverò tra i ricordi più belli”, gli scrissi. Lui rispose: “Grazie. Farò lo stesso”.
È stato il mio Maestro. Mi mancherà tanto, e mentre lo scrivo mi viene da piangere. Ma so che da quando l’ho incontrato, quindici anni fa, non è passato un giorno senza che io abbia avuto un pensiero d’affetto per lui. E sarà così finché avrò respiro.
Fabrizio, che bellissimo nome.

Bologna, con Fabrizio Frasnedi alla libreria Coop Ambasciatori, 9 giugno 2014.

Bologna, con Fabrizio Frasnedi alla libreria Coop Ambasciatori, 9 giugno 2014.

 

“Anche la sintassi ha, infatti, un sapore; anzi ne ha molti. La sintassi è il segreto, per esempio, che fornisce alle frasi che diciamo, che ascoltiamo, che leggiamo, la loro grazia e il loro garbo. E il garbo di una frase è il suo insostituibile sapore; e tale sapore non è altro che il suo ritmo. La sintassi si legge anche a viva voce, e si “sente” a viva voce. Con tanta maggiore passione cercheremmo di carpire alla lingua i suoi segreti se imparassimo innanzi tutto ad ascoltarla, e a cogliere il fascino ritmico della sua voce. E, nel ritmo, l’impasto indistricabile di forma e senso. Nella grazia e nel garbo, la capacità di dire.
Tutti sappiamo del fascino che producono i percorsi della voce, quando essa, traducendo il dettato testuale nei propri ritmi, sembra essere il veicolo del nascere delle storie e dei loro mondi, e quasi l’origine del miracolo del senso; il senso che ci tiene avvinti, e ci fa pendere dalle labbra del lettore.”

Fabrizio Frasnedi, da “La scrittura e la voce” (In “Scrivere altrimenti”, 2010; a cura di Elisabetta Biffi).

“Casa di carne” all’Università di Perugia

Al convegno Il lavoro sui testi. Proposte per la Scuola Secondaria dell’Università di Perugia si è parlato anche di Casa di carne (Avagliano Editore​, 2014) grazie al contributo di Pasquale Guerra intitolato Una scrittura al femminile, documentato negli atti del convegno (Morlacchi Editore U.P., 2015).


Dall’introduzione dell’intervento di Pasquale Guerra:

Dall'introduzione dell'intervento di Pasquale Guerra, intitolato "Una scrittura al femminile"

Dall’introduzione dell’intervento di Pasquale Guerra, intitolato “Una scrittura al femminile”


Incipit dell’intervento:

Incipit dell'intervento di Pasquale Guerra.

Incipit dell’intervento di Pasquale Guerra.


*Casa di carne
(Avagliano 2014): qui la rassegna stampa e molto altro.

Un’altra primavera

Il viaggio di Casa di carne (Avagliano, 2014) riparte da Vienna.
L’appuntamento è lunedì 27 aprile alle ore 19.00 alla libreria Hartliebs Bücher – Porzellangasse 36 – 1090 Wien.

Hartliebs Bucher
Un romanzo che fa venire voglia di viaggiare e di innamorarsi.
Grazia Verasani

Casa di carne sa dire magnificamente e tutto della geografia sentimentale. Questo romanzo è un’istigazione all’amore.
Patrizia Rinaldi

Silvio D’Arzo diceva che non c’è nulla al mondo di più bello che scrivere. Per parte mia, potrei dire che il fascino ti prende, quando senti che la lingua diventa ritmo, e che quel ritmo ha una sua verità. Francesca Bonafini, oggi, ridesta questa esperienza di incantesimo.
Fabrizio Frasnedi

Il romanzo di Francesca Bonafini è uno scavo nell’interiorità di una protagonista credibile, autentica, sincera. […] È un libro di forte interrogazione esistenziale, che richiama, per certe tonalità interiori, due scrittori della linea emiliana, la cui lezione l’autrice sembra aver ben presente: Silvio D’Arzo e Pier Vittorio Tondelli.
Roberto Carnero – Il Sole 24 Ore

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Allegria di naufragi

“Il naufragio ci ricorda che non siamo onnipotenti, e che tutte le nostre certezze sono fatte di sabbia, e che il sapere, se davvero coincide con la saggezza, non ha niente a che fare con la sicumera e con lo sfoggio. Perdersi è salvifico, perdersi ci dice chi siamo, ci ricorda una parola bellissima: umiltà, che viene da humus, terra. Noi questo siamo: terra. Che poi humus nel linguaggio corrente significa terreno molto fertile, e noi possiamo essere molto fertili, possiamo generare bellezza, perché l’umiltà ci rende più capaci di creare armonia anziché conflitto o, per lo meno, di porre le basi per una convivenza il più possibile rispettosa, e quindi pacifica. E infine, il naufragio forse ci insegna anche l’allegria, e qui mi riferisco a quel meraviglioso titolo ungarettiano, Allegria di naufragi: il naufragio talvolta rinnova l’attaccamento alla vita, malgrado tutto.”

Dall’intervista uscita su Tribuna Italia.

Il silenzio fa bene alle parole

“Il silenzio fa bene alle parole e a tutto il resto. Parliamo troppo, scriviamo troppo, e dovremmo invece praticare più spesso l’esercizio del silenzio, che è poi anche l’esercizio dell’ascolto. Invece è come se volessimo sempre riempire tutti gli spazi, anche quelli degli altri. Non va bene, e non fa bene. Per questa ragione io sento spesso il bisogno di stare da sola, per poi tornare in mezzo agli altri meglio capace di uno sguardo di tenerezza, come dice Fabrizio Frasnedi, le cui parole sono da tanti anni il mio nutrimento essenziale.”

Dall’intervista che mi ha fatto Marilù Oliva, pubblicata su Libroguerriero.

 

“Casa di carne” a Più Libri Più Liberi – Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria – Roma

bonafini a Più libri più liberi - Roma

Roma-Più Libri Più Liberi

Lo stand di Avagliano a Più Libri Più Liberi 2014.

Lo stand di Avagliano a Più Libri Più Liberi 2014.

Lo stand di Avagliano a Più Libri Più Liberi 2014 - Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria, Roma

 

Serata finale del Premio “Scrivere per amore”

Casa di carne (Avagliano, 2014), giunto nella terzina finalista (su diciannove libri in concorso) del Premio Internazionale di Letteratura “Scrivere Per Amore” insieme a L’amore normale (Einaudi) di Alessandra Sarchi e Presagio (Sellerio) di Andrea Molesini, si è infine aggiudicato il secondo posto.

Queste le motivazioni delle giurate che hanno dato la loro preferenza a Casa di carne:

Casa di carne
di Francesca Bonafini fa venire voglia di scovare uno zaino, riempirlo e andare in cerca del miracolo dell’amore. La protagonista, con le sue partenze e i suoi sconfinamenti, è sincera, autentica. Sono pagine che si bevono anche grazie a un uso della punteggiatura che rende il ritmo e i dialoghi incalzanti, senza bisogno di segni tipografici. (Alda Vanzan, giornalista de Il Gazzettino)

Casa di Carne è un libro che va diritto al cuore e tocca le vibrazioni dei sensi. Anzi, è proprio su un diverso “sentire” sessualmente e mentalmente che fa riflettere. La protagonista, con energia, entusiasmo e coraggio intraprende una strada che non conosce, che non sa bene dove la porterà ma che istintivamente percepisce dover percorrere per trovare l’amore con A maiuscola. In questa ricerca non facile si imbatte e si confronta con altri sentimenti: il piacere della sessualità tra amiche, l’amicizia, la fratellanza, la sofferenza e il dolore. Esperienze che l’aiutano a connotare ancor più incisivamente la sua ricerca. In questo la storia presenta uno spunto, a mio avviso, originale. Anche il ritmo è originale, incalzante e quanto basta da spingere il lettore ad arrivare in fretta alla fine. La scrittura è piacevole, seppur in alcuni tratti appare ancora acerba.
Ma sono convita che Francesca abbia tutti i requisiti per proseguire con successo quel percorso di scrittrice dove è già un nome. (Lucilla Incorvati, giornalista di Plus24-Sole24Ore)

La mia scelta ricade su Casa di carne perché ho molto apprezzato la modernità non solo del tema, ma del modo di affrontarlo. In particolare, la scelta di non cedere al dialogo in forma diretta preferendovi invece la formula indiretta rende la lettura più scorrevole e appassionante. (Manuela Croci, giornalista de Il Corriere Della Sera)

Si dice che i cuori dei giovani ondeggiano sempre. Sono cuori capricciosi, in tensione verso qualcosa che solo intuiscono ma che con difficoltà riescono a raggiungere. L’autrice suggerisce, con una lingua affascinante, ludica ed efficace, che per trovarsi è necessario perdersi. L’irrequietezza del cuore e del corpo non è una debolezza, ma la forza vitale che spinge la protagonista a innamorarsi di se stessa prima di tutto, quindi della vita e di chi ne fa parte. Un romanzo che è un viaggio, proprio come l’amore e che sa restituire al lettore la voglia, qualora perduta, di rischiare tutto per trovare la felicità. (Melissa Panarello, scrittrice)

Andrea Molesini (Sellerio), Alessandra Sarchi (Einaudi), Francesca Bonafini (Avagliano), finalisti al Premio Letterario Internazionale "Scrivere per amore".

Andrea Molesini (Sellerio), Alessandra Sarchi (Einaudi), Francesca Bonafini (Avagliano), finalisti al Premio Letterario Internazionale “Scrivere per amore”.

Serata finale del Premio Letterario Internazionale "Scrivere per amore"

Serata finale del Premio Letterario Internazionale “Scrivere per amore”

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Casa di carne-copertina

Casa di carne: il trailer

Grazie di cuore a Nando Scalamandrè, Daniela D’Angelo, Michela Boccalini, Valentina Osmani, Giampaolo Comida, Raffaele Scalamandrè, Emanuele Ponturo per la cura, il garbo, e l’affetto con cui hanno realizzato questo video. E grazie a Thomas Sinigaglia per la bellissima colonna sonora.

Casa di carne a “Il posto delle parole”: una conversazione radiofonica

Di acque e di identità fluida, di attraversamenti, del verbo desiderare che è un tirar giù dalle stelle, e degli abbracci che sono un prendersi cura. E poi delle parole, che sono la nostra speciale forma di stare al mondo, ma che di fronte alla consapevolezza spaventosa che tutto è fumo e mangiare vento – come sta scritto nel Qohélet – non bastano più, e devono farsi carne per permetterci di vivere in un’orizzonte di senso. E della necessità di trovare un posto, almeno uno, in cui spogliarci di ogni infingimento. E dell’amore, che quando diventa luogo di finzione, non è più degno del suo stesso nome.

Di questo e di molto altro abbiamo parlato a Il posto delle parole, a TRS Radio, in una conversazione con Livio Partiti.

il posto delle parole

“Casa di carne” finalista al premio letterario internazionale “Scrivere Per Amore”

Il mio Casa di carne (edito da Avagliano) è nella terzina finalista del premio letterario internazionale Scrivere Per Amore insieme a L’amore normale (Einaudi) di Alessandra Sarchi e a Presagio (Sellerio) di Andrea Molesini.

"Casa di carne" (Avagliano), "L'amore normale" (Einaudi), "Presagio" (Sellerio).

“Casa di carne” (Avagliano), “L’amore normale” (Einaudi), “Presagio” (Sellerio).

“SCRIVERE PER AMORE”: annunciati i finalisti della XIX edizione

Francesca Bonafini
, Andrea Molesini e Alessandra Sarchi sono i finalisti della XIX edizione di “Scrivere per amore”, Premio letterario internazionale promosso e ideato dal “Club di Giulietta” conferito alle più belle pagine d’amore della letteratura italiana e straniera.

Mercoledì 1 ottobre, alle ore 18, gli scrittori saranno presentati in anteprima al Circolo dei Lettori di Milano – Fondazione Pini, in attesa della finalissima in programma a Verona il 15 novembre

L’amore normale di Alessandra Sarchi edito da Einaudi, Casa di carne di Francesca Bonafini edito da Avagliano e Presagio di Andrea Molesini edito da Sellerio: questi i tre finalisti del Premio Letterario Internazionale “Scrivere per Amore”, promosso dal Club di Giulietta con il sostegno della Cantina Gerardo Cesari e da quest’anno con la preziosa collaborazione del Due Torri Hotel di Verona e del Circolo dei Lettori di Milano – Fondazione Pini.

I tre romanzi, scelti da una giuria tecnica tra le 19 opere in concorso, raccontano l’amore attraverso storie diverse e appassionanti: un complesso quartetto sentimentale ne L’amore normale, analisi di un reticolo di rapporti con finale a sorpresa; una relazione fra personaggi fuori dal comune alla vigilia della tragedia della Grande Guerra in Presagio; la storia dei viaggi e degli amori di una giovane donna alla ricerca di sé e della propria identità in Casa di carne.

Nato nel 1996, il Premio, che annovera tra i suoi vincitori grandi nomi della letteratura nazionale e internazionale ed è l’unico in Italia dedicato al tema dell’amore, vanta da quest’anno la prestigiosa partecipazione del Due Torri Hotel, storico 5 stelle della città, partner promotore e organizzatore, che rende così omaggio all’amore e al suo legame con Verona.

La lussuosa sede ospiterà infatti i finalisti e una giuria esterna di note giornaliste e scrittrici italiane coordinatedal presidente Giuseppe Di Piazza, giornalista del Corriere della Sera, fotografo e scrittore. Queste le quattordici giurate: Alessandra Appiano, Samantha Biale, Daniela Brancati, Desideria Cavina, Manuela Croci, Patrizia Finucci Gallo, Pierangela Fiorani, Silvia Frau, Lucilla Incorvati, Paola Jacobbi, Carlotta Mannu, Melissa Panarello, Alessandra Tedesco, Alda Vanzan.

CALENDARIO APPUNTAMENTI

MERCOLEDÌ 1 OTTOBRE, ORE 18 – Presentazione dei finalisti presso il Circolo dei Lettori di Milano – Fondazione Pini di corso Garibaldi 2, partner ufficiale del Premio, che in questa occasione inaugura anche la collaborazione con il Circolo dei Lettori di Verona. Oltre agli scrittori e ad alcune delle giurate saranno presenti Giovanna Tamassia del Club di Giulietta e la presidente del Circolo dei Lettori di Milano Laura Lepri. Ospiti speciali Marcella Meciani, direttore editoriale di Mondolibri, che parlerà di “Love Stories – Baci bestseller nella fiction moderna”, e Maria Paola Romeo, dell’agenzia letteraria Grandi & Associati che racconterà “L’amore globale, il rosa seriale nell’epoca dell’ebook”.

SABATO 18 OTTOBRE, ORE 20.30 – “Scrivere per amore SLAM”: in Piazza dei Signori a Verona i giurati scaligeri si sfideranno in difesa del proprio finalista preferito. Con Federica Sgaggio, Guariente Guarienti e Valeria Lo Forte. Modera Marco Ongaro.

SABATO 15 NOVEMBRE GRAN FINALE A VERONA – Una giornata che vedrà protagonista l’amore a partire dall’appuntamento delle ore 17.30 nelle splendide sale del Due Torri con il talk “Parlami d’Amore”. Nello storico hotel di Piazza Santa Anastasia le giurate e i finalisti animeranno un frizzante pomeriggio sull’ amore. Alle ore 21 il Teatro Nuovo (Piazza Viviani 10) ospiterà i finalisti e la giura per la proclamazione e la premiazione del vincitore.

Casa di carne su Il Sole 24 Ore

Su Il Sole 24 Ore di domenica 14 settembre 2014 Roberto Carnero scrive:
“Il romanzo di Francesca Bonafini è uno scavo nell’interiorità di una protagonista credibile, autentica, sincera. […] È un libro di forte interrogazione esistenziale, che richiama, per certe tonalità interiori, due scrittori della linea emiliana, la cui lezione l’autrice sembra aver ben presente: Silvio D’Arzo e Pier Vittorio Tondelli.”

L’intera recensione qui:
Casa di carne (Avagliano, 2014) recensito da Roberto Carnero su Il Sole 24 Ore.

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In viaggio: l’autunno di Casa di carne

Map of Brest 1899
L’autunno di Casa di carne (Avagliano, 2014).

TORINO – 8 settembre, Circolo dei Lettori (via Bogino, 9), ore 18. Interviene Darwin Pastorin.
CHIURO (SO) – 19 settembre, Albergo Fancoli  (via Madonnina 35, località Castionetto), ore 19.30. Interviene Sara Baldini.
PAVIA  – 20 settembre, libreria Il Delfino (piazza Cavagneria 10), ore 18. Interviene Valentina Ferri.
PESARO – 23 settembre, libreria Il Catalogo (via Castelfidardo 58/60), ore 18.30. Interviene Francesco Nicolini.
PESCARA  – 26 settembre, ore 18.30, libreria Primo Moroni (via Quarto dei Mille 29), ore 18.30. Intervengono Caterina Falconi e Mascia Di Marco.
MILANO – 1 ottobre, ore 18, Circolo dei Lettori. Presentazione dei finalisti del premio Scrivere Per Amore (vedi * su questo post)
BOLOGNA – 8 ottobre, Ristorante Enoteca Divinis, Rassegna Libreschi. Ore 19.30.
PALERMO – 12 ottobre, Libreria Modusvivendi, ore 11. Intervengono Beatrice Monroy, Maria Peritore e Rosario Palazzolo.
CATANIA  –  16 ottobre, libreria Feltrinelli, ore 18. Intervengono Domenico Trischitta e Nicola Savoca.
SIRACUSA –  17 ottobre, ore 20, Circolo dei Lettori. Interviene Luigi Amato.
SIRACUSA –  18 ottobre, ore 19, Libreria Mascali, ore 18. Interviene Simona Lo Iacono. Con la partecipazione delle ballerine della scuola di danza di Maria Carmela Capodieci.
PERUGIA –  24 ottobre, ore 17.30 presso il Foyer del Teatro Morlacchi, nell’ambito della rassegna A qualcuno piace leggere organizzata da Umbrialibri-Regione Umbria, Teatro Morlacchi, Liceo classico Mariotti e “L’altra Libreria”. Introduce Pasquale Guerra.
PESCARA – 6 novembre, Festival delle Letterature dell’Adriatico, ore 19. 
VERONA – 15 novembre, Premio Scrivere Per Amore: proclamazione e premiazione del vincitore (vedi * su questo post)
ROMA – 21 novembre, “Scritto misto”: con Beatrice Monroy, Delia Morea, Roberta Lepri. Ristorante Nanà, ore 18.30.
ROMA – 23 novembre, Circolo Mieli (Via Efeso 2A), ore 18. Intervengono Davide Di Poce e Andrea Maccarrone.
PADOVA – 12 dicembre, Associazione culturale Fantalica, ore 21. Interviene Laura Liberale.
VIENNA – 27 aprile 2015, Hartliebs Bücher, ore 18.
TRIESTE – 25 febbraio 2016, incontro con il gruppo di lettura Pen Trieste, ore 18.15.
PIEVE DI CENTO (BO) – 16 marzo 2016, incontro con il gruppo di lettura Falling Book, ore 20.
LUCCA – 4 aprile 2016, ore 18, ciclo di incontri “Vissi d’arte, vissi d’amore”, presso l’Agorà in piazza dei Servi. Con Francesco Nicolini.

Il viaggio continua a Modena, Verona, Gorizia, Padova, Amsterdam e altre. Prossimamente le date con tutti i dettagli.

*Aggiornamento: Casa di carne è nella terzina finalista del premio Scrivere Per Amore. Si aggiungono quindi due appuntamenti: il 1 ottobre a Milano e il 15 novembre a Verona. Tutti i dettagli sul sito del premio.

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Altri appuntamenti autunnali:
– Bologna, 7 ottobre, libreria Ubik, ore 18, affiancherò Alessio Arena nella presentazione del suo nuovo romanzo La letteratura tamil a Napoli (Neri Pozza, 2014).
– Bologna, 4 novembre, Libreria Trame. Presentiamo l’antologia Père Lachaise. Racconti dalle tombe di Parigi  (Ratio et Revelatio, 2014; a cura di Laura Liberale) alla libreria Trame, ore 18.
– Ozzano dell’Emilia (BO), 11 novembre, alla “Palazzona di Maggio” (via Panzacchi 16) affiancherò Grazia Verasani nella presentazione del suo nuovo romanzo Mare d’inverno (Giunti, 2014). Dettagli in via di definizione.

Francesca Bonafini e "Casa di carne" al Salone Internazionale del Libro 2014, Torino.

Francesca Bonafini e “Casa di carne” al Salone Internazionale del Libro 2014, Torino.


Casa di carne (Avagliano, 2014)

Storia di viaggi e di attraversamenti sia fisici sia esistenziali, e sulla ricerca di sé. Trieste, Brest, Rio de Janeiro, Lisbona, ogni città è per Angela una frontiera da oltrepassare. Trova finalmente un lavoro stabile come cameriera in un albergo, prepara le colazioni, ma vive con profonda inquietudine e curiosità: ha sempre lo zaino pronto, si innamora di Miriam, incontra Alessio, va a vivere con Tiago e non smette mai di credere nell’amore come unico luogo a cui tornare. Salvo poi prendere atto che la fine di ogni sentimento è un addio preparatorio all’ultimo addio della vita. Tra partenze, amicizie, avventure Angela è pronta a gettare via le sue maschere. Ma a quale prezzo? E sapranno fare lo stesso anche i compagni che incontrerà lungo la strada? Un romanzo che ha in sé tutta la meraviglia e il pericolo dello sconfinamento.

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Casa di carne-copertina

Un romanzo che fa venire voglia di viaggiare e di innamorarsi.
Grazia Verasani

Casa di carne sa dire magnificamente e tutto della geografia sentimentale. Questo romanzo è un’istigazione all’amore.
Patrizia Rinaldi

Silvio D’Arzo diceva che non c’è nulla al mondo di più bello che scrivere. Per parte mia, potrei dire che il fascino ti prende, quando senti che la lingua diventa ritmo, e che quel ritmo ha una sua verità. Francesca Bonafini, oggi, ridesta questa esperienza di incantesimo.
Fabrizio Frasnedi

 

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Un po’ di rassegna stampa: Nicola Vacca su SatisfictionSimone Gambacorta sul quotidiano di Teramo La cittàAntonio Celano su Il Quotidiano della Basilicata, Pietro Spirito sul quotidiano di Trieste Il Piccolo, Roberto Carnero su Il Sole 24 Ore, Alessandro Moscè su Il Corriere Adriatico.
Per altri articoli vedi Rassegna stampa.

Alcune interviste: su Letteratitudine, su Life and Style Magazine, su Il Friuli Venezia Giulia, su Leggimi Forte.

Interviste radio: Radio Città del Capo, Radio MPA, Trasmissione Il posto delle parole a Radio TRS 

Video:
Sconfinare, sporgersi, spogliarsi.
Pier Vittorio Tondelli e gli abbracci.
La parola amante – lettura
I baci contrapposti – lettura
Intervista a Quibologna.tv
Book tralier

Torino. Con Darwin Pastorin al Circolo dei Lettori, 8 settembre 2014-

Torino. Con Darwin Pastorin al Circolo dei Lettori, 8 settembre 2014.

Milano, 1 ottobre 2014, i tre finalisti del premio letterario internazionale "Scrivere per Amore": Alessandra Sarchi, Andrea Molesini, Francesca Bonafini

Milano, 1 ottobre 2014, i tre finalisti del premio letterario internazionale “Scrivere per Amore”: Alessandra Sarchi, Andrea Molesini, Francesca Bonafini

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Casa di carne ha già viaggiato qui: le tappe della primavera e dell’estate 2014.

 

Bologna, con Fabrizio Frasnedi alla libreria Coop Ambasciatori, 9 giugno 2014.

Bologna – con Fabrizio Frasnedi alla libreria Coop Ambasciatori, 9 giugno 2014.

ROMA - Università La Sapienza. Intervento sul leggere e sullo scrivere, in occasione della cerimonia di premiazione del Premio Nanà.

Roma – Università La Sapienza. Intervento sul leggere e sullo scrivere, in occasione della cerimonia di premiazione del Premio Nanà. 6 giugno 2014.

Al Festival delle Storie in Val di Comino con Marco Vichi, Marina Mander e Divier Nelli. 27 agosto 2014

Al Festival delle Storie in Val di Comino con Marco Vichi, Marina Mander e Divier Nelli.
27 agosto 2014.

Casa di carne sul quotidiano Il Piccolo di Trieste

La recensione a firma di Pietro Spirito, uscita il 3 agosto 2014 sul quotidiano triestino Il Piccolo.

Casa di carne - recensione su Il Piccolo

Casa di carne su Letteratitudine

“Allora, per spogliarci di tutto quel ciarpame che ci nasconde ciò che in noi c’è di più autentico, è forse necessaria una simbolica partenza per il deserto, luogo di solitudine in cui possa essere il silenzio a parlare, a parlarci. Per ritornare infine nel mondo capaci di ciò che Fabrizio Frasnedi – le cui parole sono state e continuano a essere il mio nutrimento essenziale – chiama tenerezza ontologica, ovvero l’essere simpatetici, il volgersi agli altri e a noi stessi, al nostro comune annaspare, con uno sguardo di tenerezza.”

Su Letteratitudine una lunga intervista su “Casa di carne” e molto altro.

letteratitudine-logo

Perché l’acqua non può restare sempre nascosta

“Già, Udine. Da Davide. Miriam è scappata. Ogni pomeriggio finivamo a letto, e poi magari la sera arrivava Davide e si chiudevano in camera a fare gli innamorati, e io non so come potesse Miriam sdoppiarsi così. E infatti poi non ci è riuscita più, non ce la faceva ad andare avanti dentro la menzogna, perché l’inganno protratto diventa patimento per chi conserva almeno un poco di purezza, di rispetto. Mi viene in mente il fiume Timavo, che per quaranta chilometri scorre sottoterra. Ma poi riappare, perché l’acqua non può restare sempre nascosta.”

Da Casa di carne (Avagliano, 2014).
Lettura registrata alle foci del fiume Timavo, in occasione di una seconda presentazione triestina del romanzo alla libreria In der Tat.

Sul quotidiano "Il Piccolo" di Trieste, 26/07/2014.

Sul quotidiano “Il Piccolo” di Trieste, 26/07/2014.

 

Un romanzo che fa venire voglia di viaggiare e di innamorarsi.
Grazia Verasani

Casa di carne sa dire magnificamente e tutto della geografia sentimentale. Questo romanzo è un’istigazione all’amore.
Patrizia Rinaldi

Silvio D’Arzo diceva che non c’è nulla al mondo di più bello che scrivere. Per parte mia, potrei dire che il fascino ti prende, quando senti che la lingua diventa ritmo, e che quel ritmo ha una sua verità. Francesca Bonafini, oggi, ridesta questa esperienza di incantesimo.
Fabrizio Frasnedi

Casa di carne (Avagliano, 2014) su Amazon.

Foci del fiume Timavo

Foci del fiume Timavo

Come un fiume carsico

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Recensione di Casa di carne (Avagliano, 2014) pubblicata su «Il Quotidiano della Basilicata» domenica 20 luglio 2014 a firma di Antonio Celano.

“Come ha già evidenziato Nicola Vacca in un suo recente intervento, è importante chiedersi anche qui, quanto, prima di costruire la sua Casa di carne (Avagliano, 156 pp., 14.00 €), Francesca Bonafini abbia frequentato, attardandovisi, le Camere separate di Tondelli. Un debito forse ancora troppo forte sebbene, peraltro, tranquillamente riconosciuto dall’autrice fin dall’esergo, giù fino alla struttura dei capitoli ordinati per “attraversamenti” in luogo dei tondelliani “movimenti”. Pure con quella lucida attenzione per lo stile e per il ritmo della scrittura, e poi con il piacere tutto particolare di narrare e dipanare l’intima e misteriosa relazione tra vita e morte, che furono anche dello scrittore dell’emiliana Correggio.

Dunque Angela, la voce narrante del romanzo, vende la vecchia casa di campagna allo spirare della nonna, ma ancor di più dell’amore con cui l’ha tirata su dopo la perdita dei suoi genitori –morti anche loro, ma mai ben conosciuti – per sradicarsi a Trieste, sul suo molo, ad aspettare un segno dal mare. Un mare, l’Adriatico, che si rivela alla fine inadeguato, spingendo la protagonista a un lungo, inaspettato percorso che le farà attraversare tutta la Francia fino ad acque d’altura più adeguate al suo destino.

Angela è un’inquieta: “sono abituata a cambiare casa, cambiare città, cambiare per poi ritrovarmi a piedi in strade sconosciute e imparare a camminarci. Alla fine, scoprire che non ho capito niente e che ancora mi confondo”. E quindi, più che i confini, alla giovane trentenne piacciono i crocevia, lo spostamento sempre un passo più in là che è la frontiera, che è ciò che allo spazio si abbandona – ma che pure si porta con sé – e ciò che si guadagna. Ne è più di un sintomo stilistico l’uso dell’anacoluto, della continua rottura sintattica della frase; fratture, sfasamenti che però, adottati e ripetuti, mostrano quanto sappiano farsi anche regola in una scrittura godibile come la musica inesauribile dei murales di Haring. E del resto sillessi significa, in fondo, prendere insieme, unire: raccogliere tutto il passato e il presente e gli opposti lungo un percorso.

E tuttavia Angela è solo apparentemente una nomade, perché cerca sempre di rinnovare la sua radice di provenienza, cioè il prendersi cura totalmente e gratuitamente dell’altro, amando: “perché cadere innamorati, io dico, non c’è altro di meglio che possa capitare, cadere innamorati è una faccenda che smuove le stelle e i pianeti e produce soluzioni alternative alla devastazione, e rinnovamenti, e bonifiche medicamentose”. Amare, per Angela, è desiderare: “luci che sono lontane, volerle tirare giù, farle vicine, portarle a terra, toccarle con le mani, lasciare che si incarnino. Così non saranno più remote incorruttibili, ma fragili e mortali”. Può essere, allora, solo il conquistato oggetto d’amore la definitiva casa di carne che segna l’arresto di ogni erranza, la caduta di ogni confine. Come un vestito, abbandonato il quale si può procedere solo nudi e disarmati in una passione totale.

Si rivela così, nella scrittura della Bonafini, qualcosa che ci pare tipico dell’etica protestante. Certo non nel senso del dovere kantiano, ma in quello di intima, umana “gratitudine” in risposta a una “grazia” di derivazione divina. Non Legge, ma Dono. Perché c’è, nella sua protagonista, un’ascesi weberianamente intramondana, un monachesimo inteso nella sua totalità di aspetti amorosi: “se capita il miracolo del trac, allora dentro l’amore ci metto tutte le energie ma proprio tutte, così qualcuno potrebbe pensare che dopo son stanca e mi stufo o mi stuferò, ma io dico che a essere innamorati le energie fioccano come la manna da ogni dove…”. E questo amore senza maschere, senza infingimenti – leale anche nel caso di sopravvenuto disamore – non può che elevare la protagonista a essere il personaggio normativo che l’altro rivela nella sua incompiutezza a ogni attraversamento, a ogni crocevia.

Succede a Trieste con Miriam, l’irrequieta studentessa di tedesco che le traduce i versi d’amore che Rilke scrisse nella vicina Duino, e si innamora di Angela pur stando con Davide. Un amore che Angela accetta e consuma pienamente, ma che rivela di Miriam una bisessualità in fondo convenzionale sul versante etero: il paravento socialmente rassicurante dischiuso di fronte a un padre violento e a un fratello omofobo. Non resta, così, che la paura; e Miriam preferisce, almeno fino a quando non riuscirà a svelare a se stessa la propria natura, il ritorno da Davide.

Ad Angela non rimane che partire, lasciandosi alle spalle i versi di Rilke (che, sia detto qui per inciso, coraggiosamente firmò per l’abolizione del Paragrafo 175 del Codice penale tedesco che prevedeva pene detentive per gli omosessuali), ma anche la Trieste che fu dell’iniziazione amorosa dell’Ernesto di Saba e delle terrificanti repressioni omofobe ancora oggi conservate nella memoria di San Sabba. Un motivo in più che fa, della protagonista di Casa di carne, non una nomade, ma una rabdomante capace di percepire e lasciarsi trasportare, nel suo percorso, dalla potenza sorgiva delle letterature, specialmente di ispirazione LGBT, capaci di scorrere, come un fiume carsico, sotto la superficie di luoghi e città, costruendone il genius loci. Letterature e parole che, per la protagonista di Bonafini, sono il segno della forza del molteplice e del differente.

Eccola allora con Alessio, sul continente, in terra francese. Alessio l’amico spiccio, il musicista con cui campa alla giornata accompagnandolo nei bistrot parigini. Alessio che non vuole più amare, che diffida di ogni donna, perché una l’ha tradito e, in qualche maniera, per sempre inaridito. Eccola attardarsi a Étretat, dove dipinsero Bodin, Courbet, Monet e dove scrissero Flaubert, Maupassant e Maurice Leblanc. Fino a essere attratta, come un oscuro presentimento, da quella lingua di terra che è il Finistère (finis terrae) bretone, che aggetta, come un altro lungo molo nelle acque di piombo dell’Oceano. Mare, marinai, presagi di morte che pure furono la carne di un romanzo quale Querelle de Brest, di un giovane Jean Genet, e poi dell’omonima pellicola che chiuse la carriera del regista Fassbinder nel 1982.

È qui che Angela incontra Tiago, il marinaio, la definitiva casa di carne da abitare in un mondo nuovo come Rio de Janeiro. Un amore etero, quest’ultimo, anche se l’amante color cioccolata tanto somiglia a quell’insaziabile Bom-crioulo dello scandaloso scrittore Adolfo Ferreira Caminha, brasiliano. Un amore finalmente totale, disturbato solo dall’apparire del germano tossico di Tiago, Mateus, che porterà la storia di Angela al suo epilogo di morte, davanti a un mare che guarda al Portogallo come un ponte interrotto. Un personaggio – il misterioso, cinico, ferito Mateus – che è l’ombra scura di Angela. E forse anche della stessa Bonafini, se la sua forza è capace di condensare, in questo suo romanzo, anche alcuni temi o frequentazioni di sue precedenti prove, Mangiacuore su tutti.

Insomma, alla fine dell’amore non restano che fumo e vanità che spirano da una bocca marcia, senza labbra e senza denti. E nulla può restare, andare o ritornare se, dove la casa di carne ha poggiato e bruciato troppo presto il suo tempo, è un lembo estremo di terra improvvisamente scivolata nel gran mare della morte. Una fine che però salva l’amore – e il lettore – da ogni dubbio di sua finale consunzione, se le sue spoglie possono tornare alle stelle sulla groppa immortale delle letterature.”

(Antonio Celano)

timavo sotterraneo

 

Un romanzo che fa venire voglia di viaggiare e di innamorarsi.
Grazia Verasani

Casa di carne sa dire magnificamente e tutto della geografia sentimentale. Questo romanzo è un’istigazione all’amore.
Patrizia Rinaldi

Silvio D’Arzo diceva che non c’è nulla al mondo di più bello che scrivere. Per parte mia, potrei dire che il fascino ti prende, quando senti che la lingua diventa ritmo, e che quel ritmo ha una sua verità. Francesca Bonafini, oggi, ridesta questa esperienza di incantesimo.
Fabrizio Frasnedi

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