Francesca Bonafini

Da "Mangiacuore" (Fernandel, 2008) a "Celestiale" (Sinnos, 2018) : l'archivio delle mie pubblicazioni, presentazioni, readings, rassegna stampa

Tag: Virginia Woolf

Una stanza tutta per loro. Cinquantuno donne della letteratura italiana

Cinquantuno scrittrici italiane fotografate nel luogo in cui sono solite scrivere: sono felice e onorata di esserci anch’io.
Le splendide foto sono di Ale Di Blasio, la curatela del libro è di Alessio Romano.

Dacia Maraini, Licia Troisi, Lidia Ravera, Rosella Postorino, Teresa Ciabatti, Wanda Marasco, Veronica Raimo, Melissa Panarello, Marilù Oliva, Simona Sparaco, Flavia Piccinni, Francesca Serafini, Federica De Paolis, Nadia Terranova, Alessandra Racca, Sandra Petrignani, Francesca Scotti, Antonella Lattanzi, Gaia Manzini, Caterina Bonvicini, Camilla Costanzo, Francesca Bonafini, Chiara Barzini, Annarita Briganti, Silvia Cossu, Alessandra Montrucchio, Francesca Bertuzzi, Loredana Lipperini, Francesca Genti, Carmela Scotti, Camilla Baresani, Gaja Lombardi Cenciarelli, Elena Varvello, Lorenza Gentile, Eleonora Sottili, Grazia Verasani, Yasmin Incretolli, Angela Nanetti, Daniela D’Angelo, Alessandra Sarchi, Patrizia Rinaldi, Lidia Riviello, Giulia Blasi, Francesca d’Aloja, Giusi Marchetta, Carmen Pellegrino, Paola Barbato, Vivian Lamarque, Barbara Alberti, Maura Chiullie Donatella Di Pietrantonio

Intervista ad Alessio Romano su Rai Letteratura

Esce il 15 novembre edito da Avagliano Editore; il 7 novembre ci sarà una presentazione in anteprima al Circolo dei Lettori a Torino.

Torino, Circolo dei Lettori

Roma, Più Libri Più Liberi 2018

Stand di Avagliano Editore

La presentazione a Più Libri Più Liberi – Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria

La presentazione al Salone Internazionale del Libro di Torino 2019

 

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Casa di carne su Letteratitudine

“Allora, per spogliarci di tutto quel ciarpame che ci nasconde ciò che in noi c’è di più autentico, è forse necessaria una simbolica partenza per il deserto, luogo di solitudine in cui possa essere il silenzio a parlare, a parlarci. Per ritornare infine nel mondo capaci di ciò che Fabrizio Frasnedi – le cui parole sono state e continuano a essere il mio nutrimento essenziale – chiama tenerezza ontologica, ovvero l’essere simpatetici, il volgersi agli altri e a noi stessi, al nostro comune annaspare, con uno sguardo di tenerezza.”

Su Letteratitudine una lunga intervista su “Casa di carne” e molto altro.

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