La parola amante

di Francesca Bonafini

“Allora penso alla parola amante, a come sia oggigiorno una parola che evoca l’illecito, la clandestinità, e anche un ruolo subalterno se la guardiamo dal lato del ruolo, della posizione da occupare. Ma il ruolo è una cosa rigida, una lastra che richiama la morte, la lapide che ricopre, che richiude ciò che è spento, e invece la parola amante è l’amore in atto, un participio presente che sta dalla parte della vita: amante, colui che ama, colui che ama ora, in questo momento, a briglia sciolta, selvaggio, senza catene, scegliendo, e non per costrizione, o abitudine, o paura del cambiamento.
Perché io dico, secondo me, la valenza statica di parole come moglie, compagna, fidanzata sono lastre di marmo cimiteriali sull’amore, e allora bisogna intimamente ribellarsi e continuare lo stesso a mettere in atto l’amore sempre e sempre, essere amanti ancora anche quando si vive insieme la quotidianità, anche quando agli occhi del mondo si assume il ruolo mortifero, anche allora non dimenticarsi mai di coltivare la meraviglia e guardare il proprio amore dicendo: ecco il mio amante.”

Da Casa di carne (Avagliano, 2014), in libreria dal 7 maggio.
Altri video sulla pagina youtube di Avagliano.

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